Nel lavoro quotidiano, le conversazioni difficili sono inevitabili.
Feedback da dare, errori da affrontare, richieste da rifiutare, confini da chiarire, aspettative da riallineare: sono tutti momenti che, se gestiti male, possono generare tensioni, conflitti e cali di motivazione.
In questi contesti, la comunicazione assertiva diventa una competenza fondamentale. Non solo per evitare lo scontro, ma per costruire relazioni professionali più sane, efficaci e orientate ai risultati.

Perché le conversazioni difficili sono così frequenti in azienda
Le organizzazioni sono fatte di persone, obiettivi, ruoli e responsabilità diverse.
Questo significa che prima o poi emergono:
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incomprensioni
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aspettative non allineate
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errori operativi
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carichi di lavoro eccessivi
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richieste percepite come ingiuste
Evitare il confronto non risolve il problema: spesso lo amplifica.
Affrontarlo in modo aggressivo, invece, danneggia le relazioni.
È qui che entra in gioco l’assertività.
Quando manca l’assertività: cosa succede davvero
In assenza di una comunicazione assertiva, le persone tendono a muoversi su due estremi:
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comunicazione passiva
→ si evita il confronto, si accumula frustrazione, si dice “sì” anche quando si vorrebbe dire “no” -
comunicazione aggressiva
→ il messaggio passa, ma il rapporto si deteriora, creando resistenze e conflitti
Entrambe le modalità hanno un costo elevato in termini di clima, collaborazione e performance.
Comunicazione assertiva: il giusto equilibrio
La comunicazione assertiva permette di:
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esprimere il proprio punto di vista con chiarezza
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rispettare l’altro senza rinunciare a sé
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affrontare situazioni complesse in modo costruttivo
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mantenere relazioni professionali solide
Per approfondire i principi e le caratteristiche dell’assertività, puoi leggere anche il nostro articolo dedicato alla 👉 comunicazione assertiva
In questo articolo, invece, ci concentriamo sull’applicazione pratica dell’assertività nelle conversazioni più delicate.
Le conversazioni difficili più comuni sul lavoro
Alcuni esempi tipici:
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dare un feedback negativo
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segnalare un errore o una mancanza
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dire “no” a una richiesta non sostenibile
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gestire un collaboratore demotivato
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affrontare un conflitto latente
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chiarire ruoli e responsabilità
In tutti questi casi, il modo in cui comunichiamo è tanto importante quanto il contenuto del messaggio.
Tecniche di comunicazione assertiva per gestire conversazioni difficili
🔹 1. Separare il comportamento dalla persona
Concentrarsi sui fatti, non sui giudizi personali.
🔹 2. Usare messaggi in prima persona
“Quando succede questo, io mi trovo in difficoltà” è più efficace di “Tu sbagli sempre”.
🔹 3. Essere chiari e specifici
Ambiguità e mezze frasi aumentano il rischio di incomprensioni.
🔹 4. Ascoltare attivamente
L’assertività non è solo esprimersi bene, ma anche comprendere l’altro.
🔹 5. Definire confini e aspettative
Dire “no” in modo assertivo è una forma di responsabilità, non di rifiuto.
Il ruolo della formazione nello sviluppo dell’assertività
La comunicazione assertiva non è un talento innato: è una competenza che si può allenare.
La formazione permette di:
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riconoscere i propri automatismi comunicativi
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sperimentare nuove modalità di confronto
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gestire l’emotività nei momenti critici
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acquisire strumenti pratici da usare subito
Nel catalogo formativo People, l’assertività viene sviluppata come competenza chiave per migliorare relazioni, clima di lavoro ed efficacia professionale.
Perché investire sull’assertività conviene alle aziende
Le aziende che lavorano su queste competenze ottengono:
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meno conflitti interni
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maggiore chiarezza nei ruoli
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migliori relazioni tra manager e collaboratori
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maggiore responsabilizzazione
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un clima organizzativo più sano
Comunicare meglio significa lavorare meglio.
Gestire conversazioni difficili in modo assertivo non significa evitare il confronto, ma affrontarlo con consapevolezza, rispetto ed efficacia.



